IL CIBO
L’alimentazione è ovviamente fondamentale per il sostentamento di ogni essere vivente e buona parte della salute del nostro micio dipende dalla qualità del cibo che gli offriamo. La prima regola base è di scegliere sempre per lui cibo bilanciato di alta qualità, sia fatto in casa, crudo o cotto e integrato con prodotti appositi, sia industriale, ma che contenga sempre tutti gli apporti nutritivi e vitaminici necessari. Per quanto riguarda il cibo industriale secco (le crocchette) o umido (le scatolette o bustine) è sempre bene gettare un occhio agli ingredienti. Ricordatevi che, per legge, l’elenco degli elementi contenuti è in ordine di quantità e quindi al primo posto c’è sempre quello con la percentuale più alta. Questo primo elemento deve essere “carne” o “pesce” - pollo, tacchino, manzo, nasello, ecc- perché se fosse ad esempio “sale” o “cereali” non andrebbe assolutamente bene, considerate sempre che il gatto è un felino e necessita di un alto apporto di carne.
Inoltre “offrire cibo” è un gesto che va oltre il discorso salute ed entra nella sfera affettivo-psicologica e sociale: è il primo atto di amore verso il nostro piccolo, un gesto iniziale da cui poi si svilupperà tutto il rapporto con lui, ma anche il suo rapporto con gli altri eventuali gatti o animali di casa. Quando un cucciolo comincia a mangiare il cibo che gli offriamo ci dà il segno che il suo rapporto con noi sta iniziando, che ci sta riconoscendo e accettando come parte della sua famiglia (del suo gruppo sociale) e solo quando il “gruppo felino” di casa arriva a condividere le ciotole con la new entry senza soffi, ringhi o lotte significa che l’inserimento del nuovo arrivato è riuscito.
A casa nostra spesso il “termometro” dell’inserimento lo segna Regina, la nostra golden: nel momento in cui permette al nuovo arrivo felino in famiglia di avvicinarsi alle sue “preziose” ciotole e di bere o tentare di sgranocchiare una sua crocca (prima che arrivi io a impedirglielo!) significa che è stato accettato.
Nel rapporto dei felini con il cibo, non bisogna mai sottovalutare né dimenticare il fatto che in condizioni “naturali” è regolato da uno dei meccanismi più radicati e inestirpabili che ha a pieno anche il gattino più socievole e coccolone cresciuto in casa: l’istinto di caccia.
Chi ha o ha avuto un micio che poteva uscire di casa, sa bene che, ogni tanto, questi meravigliosi animali portano qualche “preda” lasciandola sulla soglia di ingresso: una lucertolina, un topolino o un passerotto, spesso morti o agonizzanti. La nostra reazione è di stupore e persino di orrore per questa presunta “crudeltà” del nostro gatto: invece è solo un gesto di affetto! Micio ci offre la sua preda, come farebbe coi suoi cuccioli se è una femmina o comunque con qualcuno meno bravo di lui a cacciare con cui ha un rapporto di amicizia profonda, e ci dimostra così le sue doti di “grande” cacciatore secondo la sua natura.
Ci può sembrare strano, ma dobbiamo essergliene riconoscenti: ci reputa degni di un grande onore! Anche i mici che non escono di casa, se ci fate caso, fanno la stessa cosa. Ci portano, vicino al letto o sul tavolo o comunque in qualche luogo dove sostiamo spesso, uno dei loro giochini o un piumino o comunque qualche oggetto che rappresenta per loro “la preda”. Come a dire “Visto che bravo che sono? L’ho acchiappato! E adesso te lo regalo…”
Il gatto non è un animale di “branco”, quindi il rapporto con lui non è così semplice come con il nostro cane che ci riconosce come il suo “capo”. Con un gatto entrano in gioco dei meccanismi un po’ diversi, un altro tipo di dipendenza ancora non del tutto studiata nelle sue profonde sfaccettature: il gatto non “ubbidisce” anche se può essere educato, non attraverso pratiche “punitive” -è inutile di solito punirlo, si ottiene solo di spaventarlo e di diminuire la fiducia che ha in noi - ma, piuttosto, “persuasive” o “dissuasive”, con molta pazienza e dolce femezza.
Il normale comportamento alimentare del gatto è quello di un animale che fa almeno 15-20 pasti al giorno, di piccole proporzioni. Ciò viene anche dalle caratteristiche del suo apparato digerente che non può restare "a secco" per troppe ore consecutivamente, anche perché nel tempo tende a perdere il senso di "sazietà" ed è da lì che poi inizia la discesa verso l'obesità.
Quindi, cuccioli o adulti che siano, dovrebbero avere sempre del cibo a disposizione nelle ciotole. Questo è ovviamente più semplice da fare – a meno che non ci sia qualcuno sempre in casa disposto a dargli dei bocconcini – con il cibo secco come le crocche che non deperiscono o con un regime “misto”: due –tre volte al giorno umido in piccole porzioni e una ciotola di crocche sempre a disposizione.
Se il micio ha problemi di sovrappeso si può ovviare con un'alimentazione light, si deve aumentare molto il suo esercizio fisico facendolo giocare a rincorrere palline e piumini, ma la disponibilità del cibo dovrebbe essere sempre garantita.
Sull’alimentazione dei gatti ci sono varie scuole, molte teorie e opinioni diverse. Gli studi e le “tendenze” aggiornano di mese in mese le informazioni ed è anche difficile avere dei punti fermi. Ci sono infine le varie raccomandazioni delle case produttrici di cibo per animali. Oltretutto, l’appetito e i gusti dei nostri gatti non sempre ci aiutano a fornire loro quello che è bene per la loro salute, anche perché crescendo il cucciolo sviluppa delle abitudini a orientarsi verso certi alimenti che poi è difficile variare.
Tutto ciò rende il discorso piuttosto complicato e spesso si finisce per non raccapezzarcisi più e avere l’impressione che come si fa e come si sbaglia. Per una persona che non abbia sicure conoscenze di scienze dell’alimentazione, nutrizionismo e dietologia è difficile orientarsi con certezza verso vari tipi di crocche, cibi umidi o fai-da-te.
Il piccolo aiuto che posso offrire io in base alla mia esperienza personale, alle mie ricerche e agli scambi di opinioni con esperti e semplici possessori di gatti, è di fornire poche e chiare “regole base” valide per tutti e di far capire le varie tendenze, i loro pro e i loro contro in modo che poi ognuno trovi all’interno di un’alimentazione sana e variata quella che più si confà ai propri gusti (e a quelli del micio) e alle proprie idee.
Una differenza da conoscere:
cibo completo e cibo complementare
Per definizione un cibo completo deve coprire il fabbisogno nutrizionale del gatto in maniera completa e bilanciata, anche se somministrato per lunghi periodi e come cibo esclusivo. E' importante rispettare i quantitativi minimi consigliati dal produttore per evitare carenze. Il cibo complementare invece ha bisogno di essere abbinato ad un cibo completo per poter garantire il corretto apporto nutritivo.
I cibi secchi, in linea di massima, sono sempre da considerarsi cibi completi. Ci sono cibi secchi più o meno bilanciati per quanto riguarda alcuni valori, ma solitamente rispettano una composizione di nutrimenti che garantisce un'alimentazione equilibrata.
Il discorso cambia molto per il cibo umido dove, purtroppo, le etichette non sempre sono di grande aiuto. Generalizzando si può dire che i cibi in filetto, cioè quelli che contengono solo carne o pesce puro, non sono MAI da considerare cibi completi.
Se guardiamo ad esempio quante proteine e grassi contiene un topolino, cibo naturale per eccellenza di un gatto, troviamo che contiene:
Proteine: 55-60 %
Grassi: 23-30 %
La maggior parte dei cibi umidi complementari non rispettano queste percentuali, ma hanno percentuali molto alte di proteine, vicine all'80-90% e bassissime di grassi 2-5%, mentre i cibi completi si avvicinano molto di più a queste percentuali.
I cibi complementari in genere non sono adatti come alimenti principali: contengono troppe proteine e sono poveri di grassi.
Ma non è solo questo. Oltre a proteine e grassi ci sono altri valori sbilanciati:
- I cibi complementari sono troppo ricchi di fosforo, proprio perché contengono solo carne di muscolo. Nello stesso tempo sono poveri di calcio. Il rapporto tra calcio e fosforo è sbilanciato e tale rapporto è importante che non lo sia per prevenire possibili disturbi.
- I cibi complementari sono carenti di alcune vitamine, che sono contenute soprattutto nelle interiora.
Non dobbiamo farci ingannare dalle etichette. Anche quando leggiamo "cibo completo" è sempre meglio controllare alcuni valori. Ultimamente alcuni produttori di cibi complementari hanno cominciato ad integrare i prodotti con vitamine e calcio. E' già qualcosa, ma rimane i problema dei grassi. I grassi sono una fonte importantissima di energia per i nostri mici e bisogna garantire il giusto apporto.
Per queste motivazioni è meglio non eccedere nell'uso di cibi complementari, rimanendo possibilmente al di sotto del 20% dell'alimentazione totale.
Anche il cibo fatto in casa, inteso come semplice carne cruda o cotta, è da considerare come cibo complementare.
I valori di proteine e grassi calcolati sulal sostanza secca non si trovano sulal confezione ma bisogna fare un piccolo calcolo leggendo sull'etichetta il valore dell'umidità. Se per esempio quel cibo contiene il 78% di umidità sappiamo che la sostanza secca è il 22%.
Vediamo quindi quante sono le proteine fgrezze: se sono il 20%, ad esempio, dobbiamo dividere questo valore per l apercentuale di sostanza secca, ovvero:
20 : 22 = 0,90
Ora sappiamo che questo cibo contiene il 90% di proteine nella sostanza secca.
Facciamo lo stesso calcolo per i grassi. L'etichetta dice ad esempio che i grassi greggi contenuti sono lo 0,5%, quindi:
0,5 : 22 = 0,02
Il contenuto di grassi di questo cibo è solo del 2% nella sostanza secca.
I valori consigliati per poter considerare un cibo completo sono:
- Proteine: minimo 26% adulti, 30% cuccioli e gatte in allattamento
- Grassi: minimo 9%
- Calcio: minimo 0,6% adulti, 1,0% cuccioli e gatte in allattamento
- Fosforo: minimo 0,5% adulti, 0,8% cuccioli e gatte in allattamento
- Rapporto tra calcio e fosforo: compreso tra 0,9 e 1,5 (si ottiene dividendo la percentuale del calcio per la percentuale del fosforo)
- Magnesio: minimo 0,04% adulti, 0,08% cuccioli e gatte in allattamento
- Vitamina A: minimo 5000 IU/kg adulti, 9000 IU/kg cuccioli e gatte in allattamento; massimo 750.000 IU/kg
- Vitamina D: minimo 500 IU/kg adulti, 750 IU/kg cuccioli e gatte in allattamento; massimo 1000 IU/kg
- Taurina: minimo 0,10% (o 1000 mg/kg) nei cibi secchi, minimo 0,20% (o 2000 mg/kg) nei cibi umidi
I valori inseriti sono quelli consigliati dalla AAFCO (American Association of Feed Control Officials), riconosciuti a livello internazionale.
Ovviamente non sono gli unici elementi importanti, ce ne sono tanti altri. La cosa più importante è leggere queste analisi chimiche INSIEME agli ingredienti del cibo per sapere di quale provenienza sono le proteine, grassi etc. Per conoscere gli ingredienti vi rimando alle tabelle alimentari.
Purtroppo non esiste un cibo completo ideale. Ci sono valori di riferimento riconosciuti a livello internazionale, ma ancora l'alimentazione felina non è stata esaminata in tutti i suoi aspetti.
Anche se un cibo sulla carta risulta perfettamente bilanciato e completo, non è detto che tutte le sostanze vengano assimilate nello stesso modo da tutti i mici.
Per questo è importante offrire un minimo di varietà nell'alimentazione tra varie marche e alimenti, siano essi "completi" o "complementari", e cibo fatto in casa.
Attenzione però: non è bene mescolare le varie marche e neanche - benchè sia pratica diffusa - utilizzare gli alimenti umidi per integrare o “condire” le crocchette secche. E’ fondamentale invece che gli alimenti specifici vengano somministrati in via esclusiva in modo tale che possano manifestare tutta la loro efficacia. Mescolare due marche diverse, anche se entrambe ottime, potrebbe:
- alterare la composizione bilanciata degli alimenti di ognuna delle due marche (perchè bilanciata in maniera diversa)
- esporre il gatto ad eccessi di determinati minerali
- portare ad un aumento indesiderato del peso
Ogni prodotto ha un suo bilanciamento interno che ottiene attraverso la propria formulazione.
Provo a fare un esempio pratico: Se mischiamo il prodotto X che ha tra i suoi ingredienti la farina di fegato, ma una bassa integrazione di vitamina A con il prodotto Y che invece contiene un'alta concentrazione di questa vitamina, rischiamo di somministrare un eccesso di vitamina A, dannoso per la salute del micio.
Il prodotto X è integrato con poca vitamina A proprio perché ne è già contenuta abbastanza nei suoi ingredienti.
Esempi come questo si potrebbero fare per tutti i nutrienti contenuti.
Alla lunga però, usando solo una marca, dato che quella perfetta non esiste, si potrebbe rischiare di dare comunque un eccesso di qualcosa, per questo è bene alternare varie marche, senza mischiarle.
Un dubbio frequente: cibo umido o secco? o... fai-da-te?
Ci sono varie scuole di pensiero come sempre. Alcuni prediligono il cibo secco completo di alta qulità dato in esclusiva, altri aggiungono cibo complementare umido in proporzioni del 20% aggiungendo anche qualche cosa cucinato in casa, magari il week end, quando si ha più tempo da dedicare ai mici e sono forse la maggioranza. Il cibo secco è prediletto per il fatto che si conserva meglio, è più pratico perchè può essere lasciato nelel ciotole anche se non è stato del tutto terminato ed è più economico. Inoltre masticare le crocche dure favorisce la pulizia dei denti dei mici.
Nel campo dell'alimentazione, poi, è difficile trovare aiuto e pareri autorevoli anche presso i propri veterinari che spesso non approfondiscono l'argomento, proprio perché lo dovrebbero fare per moltissime specie.
Per questo motivo un veterinario non è per forza un bravo nutrizionista. Lui deve conoscere bene i cibi medicati ovviamente. Ma sull'alimentazione in generale spesso il veterinario si limita a raccomandare le giuste dosi e di usare - giustamente - alimenti di alta qualità .
In Italia e all'estero però, sta prendendo sempre più campo la tendenza a somministrae cibo umido completo in esclusiva o invertendo le proporzioni (60-80% umido completo e 40-20 % crocche).
La dieta con solo (o quasi solo) cibo umido è fattibilissima e secondo molti più salutare per il micio per una serie di motivi:
1) Il cibo secco, come dice il nome, contiene poca umidità. I gatti tendono a bere poco e anche vedendoli bere "molto" è tutto relativo. Il micio dovrebbe assumere al giorno circa 50ml di acqua per ogni kg di peso. Per un micio di 4kg sono circa 200ml, cioè , se misuriamo, un bicchiere intero. Inoltre ci sono studi che dimostrano che l'assunzione di cibo secco sottrae ulteriori liquidi all'organismo. In sintesi: Il gatto in quanto predatore assume i liquidi CON la preda e non in modo dissociato e quindi questo rimane il modo più naturale per l'assunzione dei liquidi, cioè di assumerli CON il cibo.
Con 100g di umido il micio assume circa 80ml di acqua.
Ci sono studi a dimostrazione che l'assunzione di cibo secco è un fattore di rischio (tra tanti altri) per lo sviluppo di affezioni alle basse vie urinarie (FLUTD) in gatti predisposti, anche se sono da verificare.
E' dimostrato che la formazione di calcoli di qualsiasi tipo avviene nelle urine più concentrate e l'assunzione di più liquidi abbassa questo rischio.
2) Il cibo secco (anche quello con le percentuali più alte di carne) contiene massicce quantità di cereali, minimo il 40% circa. I cereali assunti da un felino in natura superano difficilmente il 5% e si limitano al contenuto di stomaco/intestino delle prede. Di conseguenza il cibo secco sposta completamente le percentuali dei nutrienti perchè troviamo alte percentuali di carboidrati e basse di proteine e grassi, mentre il rapporto corretto sarebbe l'inverso (molte proteine e grassi, pochi carboidrati)
3) Il cibo secco non è per nulla controllabile e ci dobbiamo fidare al 100% delle dichiarazioni del produttore. Nel cibo umido di buona qualità rimane un minimo di controllo visivo e olfattivo.
4) I crocchi spesso contengono un'infinità di ingredienti, in parte "misteriosi". Un buon cibo umido è composto da pochi ingredienti ben definibili. Questo ha anche molta importanza per riconoscere eventuali intolleranze.
5) Un cibo umido in genere si conserva attraverso la sterilizzazione e non ha bisogno di conservanti o antiossidanti. I cibi secchi ne hanno bisogno (che siano naturali o sintetici) per evitare l'ossidazione dei grassi, oppure si mantengono solo per pochissimo tempo.
Riassumendo un cibo umido completo di buona qualità sembra rispecchiare di più l'alimentazione "naturale" del gatto.
Il presupposto indiscutibile per un'alimentazione a base di cibi umidi è che essi siano COMPLETI e non COMPLEMENTARI.
(to be continued...)
NB:
Ringrazio l'amica Gerlinde per avermi permesso di attingere a piene mani dalle sue ricerche e dai suoi articoli dei quali ho copiato interi stralci, per ogni ulteriore approfondimentio rimando al suo utilissimo e informatissimo sito web:

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